Ecco un dizionario sintetico per orientarsi fra i diversi tassi esistenti sui prestiti bancari.
Tasso d'ingresso
È il tasso applicato per un
periodo limitato di tempo, creato sia per favorire la gestione dei
mutui da parte della banca, sia per venire incontro al sottoscrittore e
concedergli all'inizio una rata più bassa per far fronte alle spese
iniziali.
Tasso a regime
È il tasso applicato per tutta la durata del mutuo.
Tasso fisso
È il tasso più facile, perché rimane
invariato per tutta la durata del mutuo, ma anche il più costoso. Una
scelta vantaggiosa in caso di crescita dell'inflazione.
Tasso variabile
Tasso che segue l'andamento del
mercato.
Tasso misto
È il tasso adatto a chi vuole
accendere un mutuo oggi e riservarsi la scelta definitiva del tasso
(fisso o variabile) in un altro momento. Permette di stabilire il piano
di ammortamento a mutuo già avviato esercitando una o più volte
l'opzione di scelta.
Tasso di usura
La legge108/96 ha stabilito quali
sono i tassi massimi di interesse applicabili sui prestiti di denaro,
superati i quali scatta il reato di usura. Il tasso di usura è
calcolato ogni tre mesi dalla Banca d'Italia ed è pari al tasso
effettivo globale medio del trimestre precedente (di operazioni della
stessa natura) maggiorato del 50%.
Euribor e Eurirs
Tassi interbancari utilizzati
come parametri di riferimento per il calcolo del tasso variabile il
primo e del tasso fisso il secondo. Sono diffusi giornalmente dalla
Federazione bancaria europea.
Isc
È l'indicatore sintetico di costo: esprime
in percentuale annua il costo totale del credito a carico del cliente;
comprende interessi e oneri legati all'accensione e gestione del mutuo.
Spread
Percentuale che la banca somma al
parametro di riferimento (per esempio, Euribor + spread del 2%) per
calcolare il tasso applicato al cliente.
Lo spread (o valore differenziale) è in pratica il margine di guadagno
dell'istituto bancario che eroga il mutuo, e in genere va dall'1,2% al
2%.
